paccheri da vittorio

I 50 anni Da Vittorio raccontati dai Cerea

febbraio 19, 2018 by Valentina

Se non conoscete il ristorante Da Vittorio vi impongo cinque minuti in castigo. Almeno per sentito dire, è un ristorante ultra famoso, 3 stelle Michelin, e la famiglia Cerea celebra 50 anni di alta cucina con un libro, presentato a Bergamo e a Milano, che racconta l’impresa, il sogno di questa famiglia. Il racconto si snoda attraverso le voci dei protagonisti di ora, perché Vittorio è mancato diversi anni fa, quindi sono la moglie Bruna e i figli Roberto, Enrico, Francesco, Barbara e Rossella.

Famiglia Cerea

Famiglia Cerea

Una storia d’amore, di volontà per affrontare insieme le sfide, con paura sì, ma trovando il coraggio di farlo, di credere in questo grande sogno. Vittorio era un sognatore, ma senza il suo sogno non ci sarebbe stato il coraggio di cambiare. Ci vuole coraggio a volere un ristorante di pesce negli anni ’60 a Bergamo, quando per la mentalità popolare il pesce era solo l’espiazione del venerdì. Serve coraggio anche a lasciare il centro di Bergamo per trasferire Da Vittorio in una villa nel verde della provincia, a Brusaporto.

Da Vittorio ristorante

Da Vittorio ristorante

Nel libro sono presenti aneddoti, ricordi dell’adolescenza dei figli, come vedevano papà Vittorio sempre al lavoro, sempre pronto a sperimentare, ma che è riuscito a dare un senso a quel lavoro e a dimostrare l’importanza della famiglia. Un padre sempre presente per i figli, risolveva i problemi, trovava soluzioni e sopratutto gratificava chi era al suo fianco.

Tante le innovazioni in seguito, da Francesco che ha scelto di occuparsi della ristorazione esterna, guai ad usare con lui la parola catering, non fatelo altrimenti vi guarda malissimo, ed è riuscito a portare la cucina fuori dal ristorante Da Vittorio. Non cibi precotti, ma tutto cucinato al momento, anche in altre città, facendo la spesa dovi ci si trova per valorizzare le materie prime di quel territorio.

da vittorio ristorazione esterna

Se devo dire la verità però quello che mi ha emozionato è stato Enrico, il maggiore, executive chef. Si è emozionato a parlare di papà Vittorio, il suo più grande amico, che ha voluto che i figli viaggiassero in tutto il mondo, riportando così un patrimonio di conoscenze nuove e di sensazioni. E un patrimonio di grande umanità, aggiungo io.

Guardate che le emozioni e l’amore si trasmettono anche nel cibo, e questo si avverte nell’aria. Ascoltandolo, si respirava la suggestione di questa emozione. Anche le ragazze hanno partecipato alla vita di questa famiglia: Barbara ha un sorriso speciale perciò si è occupata dell’accoglienza, ogni persona che entrava nel ristorante Da Vittorio era accolta dal suo sorriso, mentre Rossella si dedicava al guardaroba.

Da vittorio parte esterna

Tutti avevano un compito, fin dai tempi della scuola. Tanti i ricordi dei personaggi famosi per i quali hanno cucinato, anche se ricordano volentieri il pranzo ufficiale della Regina Elisabetta II, che ha apprezzato molto il loro risotto, chiedendo il bis. Lo so volete le ricette per provare queste prelibatezze nel caso capitasse a cena qualche maschietto interessante se facciamo brutta figura possiamo sempre dare la colpa a loro.

Vi descrivo due ricette del ristorante Da Vittorio:

paccheri da vittorio

paccheri alla vittorio

Paccheri alla Vittorio

uno dei piatti icona del ristorante, ve lo spiego subito:

  • fate rosolare uno spicchio d’aglio in un bicchiere di olio d’oliva
  • Aggiungete 200 gr.di pomodori S.Marzano, 80 gr.di pomodori cuore di bue
  • Fate cuocere 40 minuti, frullate tutto e al sugo ottenuto, aggiungete 80 gr.di pomodori datterini.
  • Cuocete i paccheri, scolateli, unite 20 gr. di burro, parmigiano reggiano, un po’ di olio e il sugo di pomodori.

Vi è venuta fame? Adesso vi racconto l’altra ricetta.

Branzino alla clessidra

branzino alla clessidra Da Vittorio

Branzino alla clessidra_foto di altissimoceto.it

  • Preparate una pentola con 250 gr. di acqua, la scorza di un’arancia, erbe aromatiche, tranci di branzino su una griglia e ovviamente la clessidra.
  • Scaldate 20 pezzi di pietra lavica sul fuoco per 20 minuti (devono diventare roventi)
  • Scaldate anche una pentola di ghisa grande con coperchio sempre per 20 minuti, poi inserite le pietre roventi nella pentola.
  • Sopra le pietre mettete prima la scorza d’arancia e le erbe aromatiche, poi la griglia con i tranci di branzino.
  • In un colpo solo versate tutta l’acqua sulle pietre roventi e velocemente coprite col coperchio. Il vapore che si formerà cuocerà il branzino.
  • Adesso girate la clessidra e aspettate, in genere 7-8 minuti.
  • Sistemate il branzino nei piatti, aggiungete sale, pepe e olio et voilà.

Questo piatto però non fatelo a casa, non rischiamo ustioni e allagamenti in cucina, meglio mangiarlo da loro.

libro da vittorio storie e ricette della famiglia cerea

Il libro è molto interessante, ci sono molte altre ricette che si possono provare, io voglio tentare le orecchie d’elefante, poi vi racconto se ci sono riuscita. Bellissime anche le foto, scattate dal mitico Giovanni Gastel, un artista che sa dominare la luce. Dite la verità che vi ho incuriosito, poi mi farete sapere chi avete conquistato in cucina.

Credits: foto prese da google.com/ photo courtesy press office

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