Sarde a Beccafico

Come preparare le Sarde a Beccafico

marzo 15, 2014 by Valentina

Come promesso, eccovi  la ricetta di questo piatto tipico siciliano, le Sarde a Beccafico, che ho mangiato a Palermo.

Perché si chiamano Sarde a Beccafico? Ve lo spiego subito. Il beccafico è un uccellino migratore, che nei secoli passati costituiva una ghiottoneria per la classe nobiliare. I nobili  consumavano questi uccellini farciti, dopo averli cacciati.

Il costo di questo piatto era però impossibile per il popolo, che ha scelto di  imitare questo piatto con ingredienti più semplici e disponibili. Le sarde si pescavano facilmente e una volta arrotolate, con il ripieno, ricordavano l’aspetto di questi uccellini.  Da qui deriva il nome Sarde a Beccafico.

Sarde a Beccafico

Ingredienti:

  • 1 kg di sarde, pulite e aperte a libro
  • 100 gr. di pangrattato
  • gr. 100 di uvetta
  • 100 gr. di pinoli
  • olio extra-vergine d’oliva
  • prezzemolo
  • succo di limone.

Preparazione:

1- Ammollate l’uvetta in acqua tiepida e mettete il pangrattato in una padella su fuoco moderato. Si prepara così la  Muddica atturrata, ovvero il pangrattato dorato in padella. Versatelo poi in una ciotola, aggiungete l’olio, l’uvetta strizzata, prezzemolo tritato e pinoli.

2- Mescolate bene tutti gli ingredientistendete questo composto sulle sarde aperte, in modo che la pelle resti all’esterno, poi arrotolatele su se stesse, cominciando dalla testa. Fate in modo che la coda sia all’esterno, come fossero degli involtini, così rammentano degli uccellini con la coda.

3- Sistematele in una pirofila oliata, una vicino all’altra, senza sovrapporle. Innaffiate con un pochino di olio e succo di limone, e per chi lo gradisce, anche un po’ di succo d’arancia, (a me piace molto, ma non è così per tutti). Infine un poco di pangrattato, e infornate le Sarde a Beccafico per venti minuti a fuoco moderato nel forno già caldo.  Alcune ricette prevedono la frittura delle sarde, ma personalmente preferisco le Sarde Beccafico in questa versione, più leggere.

4- Provatele: poi mi saprete dire!  Io le ho divorate, è un piatto della nostra terra che va valorizzato, semplice, e genuino: e se l’uomo che avete invitato a cena non le apprezza…o cambiate uomo, o dev’essere veramente una persona speciale!

Volete provare questa ricetta?

Credits: vengodalsud.it – ricettedisicilia.net

 

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